PanePane tradizione vs industria

7 Luglio 2018by admin
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Ultimamente è sempre più comune la diceria che il pane faccia ingrasare, puntanto quinid il dito su pane e carboidrati che in genere vengono messi al bando. Invece bisognerebbe fare una distinzione, perché anche in questo caso dipende tutto dalla qualità. I pani troppo raffinati sono privi di fibre, quindi si comportano come zuccheri all’interno del nostro corpo. Scegliendo le farine giuste si evita in parte il problema perché possono avere un basso indice glicemico e quindi non andranno a stimolare la produzione di insulina.

L’uso di cibi raffinati si associa a molte condizioni patologiche come il diabete e l’obesità. Quando si assumono troppi carboidrati raffinati si arriva a una situazione simile a quella che si verifica quando si assumono zuccheri puri: un aumento del glucosio nel sangue, la produzione di insulina, l’impedimento al riutilizzo del grasso, la soppressione del glucagone, la soppressione dell’ormone della crescita, l’aumento della sensazione di fame. Praticamente si fa il pieno di calorie vuote, inutili (e dannose). A meno che non si scelga – con attenzione – le farine migliori. O si faccia più attenzione alle materie prime.

Da tempo si sottolinea l’importanza di un ritorno alle origini, proprio a partire dal pane. “Il pane confezionato che acquistiamo al supermercato ad esempio, contiene quasi esclusivamente amido e proteine di scarsa qualità. Ha perso quasi la totalità di vitamine, magnesio, ferro, manganese e fosforo. E almeno la metà di potassio, acidi grassi polinsaturi e calcio. Meglio allora tornare ai vecchi tempi, quando il pane comune era rustico e durava anche 15 giorni”.